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Vi presentiamo la Pasqua di Autore! Al “Taste” di Firenze

Dal 7 al 9 di marzo saremo al Taste 2015, la decima edizione del evento-esibizione dedicato alle eccellenze del gusto e alla cultura del buon cibo.

Per noi sarà la seconda volta a questo evento fiorentino. La notizie è che oltre ad offrire un prova del nostro famoso Croccantino e del nuovo Minuto, coglieremo l’occasione per introdurre al pubblico la collezione 2015 della Pasqua Autore! Continua a leggere

Minuto chocolate coffee break

Minuto: se ami il caffè lo sai

Il caffè espresso è una cosa da un sorso di fretta e via, giusto? Non necessariamente, ma di sicuro il nuovo “Minuto” al Croccantino lo renderà un piacere più lungo e persistente.

Abbiamo pensato al “Minuto” di Autore proprio partendo da questa idea.

È un formato perfetto per chi ha voglia di togliersi lo sfizio del Croccantino, ma senza mangiarsi un’intera barretta. Veloce e sfizioso, senza impegno.

Quanto dura la pausa di un caffè espresso?

Anche se per noi italiani è una domanda ovvia, bisogna considerare che siamo il solo paese dove la gente va in un locale per un minuto e poi è già fuori. Stiamo al bancone per un lasso di tempo talmente breve che se c’è fila non ci spaventiamo, sapendo che il tutto sarà comunque rapido. Ma avete mai pensato sul perché di ciò? Noi si, ci abbiamo pensato e la risposta è facilissima (sempre per noi italiani). Nonostante siamo ben noti per il piacere con cui ci soffermiamo sul cibo, per essere la nazione dove il famoso movimento slow food è nato, noi il caffè ce lo ingolliamo in un sorso. Semplicemente perché un espresso tiepido fa schifo e quindi va bevuto caldo, anzi bollente.

Se ci avete fatto caso, e sì che ci avrete fatto caso, certi bar ti danno la tazzina talmente calda e di ceramica doppia che uno quasi si scotta a tenerla fra le dita, così il caffè scende fra le fauci ad una temperatura molto vicina a quella con cui e sceso nella tazzina.

La pause di un caffè espresso è bella, poco impegnativa ed effimera. Ecco perché ce ne facciamo più di una al giorno.

 

La vita è breve, non per questo le pause devono esserlo

Dopo circa 30’’ il break è terminato. Ed ecco che il Minuto è lì a dirci: tranquillo, ora viene il meglio. Abbiamo ancora in bocca il sapore amaro, ma eccellente del nostro espresso, il cioccolato fondente lo completerà in maniera perfetta. Questo fa il nostro “Minuto”.

 

Piccolo è bello

Dopo decenni di bombardamento culturale dagli Stati Uniti poche cose non sono passate. Tra queste il caffettone alla Starbucks e le porzioni megalitiche di cibo. A noi ci fanno sorridere. Riusciamo a mangiare di più, meglio e più salutare. Siamo maestri a gestire cose piccole e preziose. Insomma non serve spiegare perché difendiamo il valore delle piccole gioie della vita qui nel Bel Paese. E in tempi di downshifting non venite a spiegarci come ridurre le quantità.

Abbiamo avuto l’idea del “Minuto” qualche tempo fa pensando a tutte queste cose e a quanto potesse piacere un cioccolatino ispirato al delizioso Croccantino che già vendiamo da anni. Siamo voluti andare un po’ oltre così, a fianco al Minuto ispirato al Croccantino Classico, ne abbiamo introdotto una varietà ai pistacchi di Bronte. E che ve lo diciamo a fare? Provatelo e poi fateci un bel like su Facebook!

antonio-autore-stand-salone-del-gusto-2014

Antonio e Giovanni al Salone del Gusto 2014, Torino. Padiglione 3, stand 3A 102

Per il popolo

In poche settimane il Minuto è già diventato l’ordine più richiesto. Noi lo presentiamo al grande pubblico in occasione del Salone del Gusto. Se potete venite e non ve ne pentirete!Un diamante è per sempre.

Un minuto è solo per te.

caffè in ghiaccio

Il “caffè in ghiaccio”: quando fa troppo caldo per l’espresso.

Si chiama “caffè ghiaccio”. È un modo originale di bere l’espresso tipico del Salento. È un must per chi ama l’espresso.

 

Un caffè espresso come si deve va versato in una tazzina bollente, dalle pareti spesse, a tal punto che a mala pena la tieni senza scottarti. Tuttavia io amo bermi un buon caffè anche quando fuori ci sono trentacinque gradi.

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Fresh Mozzarella di Bufala Campana

Dieci cose da sapere per riconoscere la vera mozzarella di bufala

Totò in Miseria e Nobiltà aveva risolto il dilemma di come riconoscere una vera mozzarella. Nella famosa scena del cappotto, Don Pasquale il fotografo si rivolge a Felice Sciosciammocca dicendo: «Assicurati che sia buona. Prendila con due dita premi la mozzarella se cola il latte te la pigli, se no desisti».

La mozzarella di bufala campana certificata DOP, è il formaggio fresco più amato dagli italiani. Come possiamo capire quando è buona?

 

1) I marchi. Il marchio DOP (denominazione di origine protetta). È il marchio tondo di colore giallo e rosso che rilascia la Comunità Europea e che bisogna trovare apposto su ogni confezione abbinato al marchio del consorzio.

2) Il prezzo. Altra indicazione importante è sicuramente il costo che non può scendere mai sotto i nove euro per la vendita al consumatore. Il latte di bufala ha un costo circa del triplo rispetto ad latte di mucca di altissima qualità, quindi il prezzo è più alto di una mozzarella di latte vaccino.

 3) Il colore. Deve essere bianco perla, come la porcellana per intenderci, poiché il latte di bufala è privo di betacarotene e quindi il colore del prodotto finito non tenderà mai al giallo paglierino come per il fior di latte.

4) Il profumo. Il sentore identificativo della mozzarella di bufala campana è il muschiato. Un aroma che è caratteristico del latte di bufala e ricorda in maniera molto lieve e delicata quello del muschio. Un vago ricordo di fungo che ben si presenterà insieme alla nota di latte fresco.

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