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Il cioccolato crea dipendenza?

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Da qualche anno a questa parte, sempre più spesso si sente parlare di “obesità epidemica” soprattutto negli Stati Uniti, in Canada e nei paesi, cosiddetti occidentali. Questo fatto ha prodotto una serie di ricerche sulle cause di ciò e alcune di esse si sono occupate nello specifico di cioccolato  rilevando come alcuni soggetti farebbero esperienza di intenso piacere, seguito da voglia ancora più potente di mangiare altro cioccolato.

Alcuni di questi studi avrebbero scoperto che si sviluppa una vera e propria dipendenza dal cioccolato, del tutto simile al tipo di dipendenza causata da alcune droghe.

Ancora una volta ci siamo rivolti a Giovanni Spinarelli per scoprire quanto di vero ci sia dietro le notizie che riportano di queste ricerche.

Considerato il comportamento dipendente come caratterizzato da un intenso bisogno di assunzione di una sostanza (craving), dalla perdita di controllo sull’oggetto della dipendenza e sull’uso continuato della sostanza a dispetto delle conseguenze negative, alcune ricerche hanno riportato come tali componenti del comportamento dipendente possano essere associate al consumo di alimenti contenenti zuccheri o grassi, come il cioccolato. Gli effetti sul sistema nervoso centrale della fenilalanina e del triptofano possono inoltre includere sensazioni di benessere che possono concorrere al mantenimento del comportamento dipendente.
In sintesi, non possiamo sostenere che il cioccolato in sé possa creare dipendenza, ma piuttosto che appartiene certamente ad una categoria di sostanze che, in particolari condizioni e per particolari individui, possono diventare oggetto di dipendenza. Ovvero è l’uso che se ne fa, più che la sostanza in sé, ad avere un ruolo nello sviluppo di un comportamento di dipendenza.

Quali sono le vostre esperienze personali in tal proposito? Pensate che il cioccolato non sia molto diverso dagli altri dolci?

Photo: Giovanni Spinarelli, psicologo esperto in Terapia Cognitiva Comportamentale 

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