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A possible Maya lord forbids a person to touch a container of chocolate.

La golosa storia del cioccolato in breve

La storia del cioccolato affonda le sue origini al 600a.C., a quel tempo la prima importante civiltà presente nel Sud del Messico e in America Centrale era quella degli Olmechi, i primi a creare le prime piantagioni di cacao. Cristoforo Colombo non provò neppure ad assaggiarlo, peccato per lui. Furono invece alcuni conquistadores spagnoli ad introdurlo in Europa dopo aver visto che gli indigeni ne facevano una bevanda e lo usavano per i commerci, dato il suo valore. “Xocoatl” era la bevanda ottenuta dai semi arrostiti e poi ridotti in polvere con delle pietre, veniva poi addolcita con miele e vaniglia.

 

Curiosità: a seguito dell’esportazione in Europa, papa Pio V lo provò dicendo che era talmente disgustoso da poter essere bevuto anche il venerdì, senza che questo compromettesse il digiuno del bravo cristiano. Ci volle un po’ affinchè il cacao iniziasse ad essere apprezzato e ad avere ampia diffusione. Nel 1727 Nicholas Sanders inventò un primo “latte al cioccolato” che però era una bevanda non ancora completa.

Chi invece diede un contributo fondamentale alla trasformazione da cacao a cioccolato fu C.J. van Houten dai Paesi Bassi. Nel 1847 ufficializzò il suo metodo per separare la polvere di cacao dalla parte grassa del frutto, passando i semi tostati in una pressa idraulica, riuscì a dividere il cacao dal burro di cacao. Ma la polvere non era ancora solubile in acqua. Così sviluppo un processo di alcalinizzazione, oggi conosciuto come “metodo olandese” con si riesce ad ottenere una polvere con un diverso pH, più solubile e di colore più scuro.

E il burro di cacao? Qui entra in gioco Joseph Fry. Se sei un gran consumatore di tavolette di cioccolate, hai trovato il tuo idolo. Miscelò burro di cacao, polvere di cacao e zucchero, creandone una pasta e commercializzandola insieme ai figli.

In quel momento gli spagnoli avevano piantagioni di cacao ed erano presenti in Brasile, Africa occidentale, Ghana, Costa d’Avorio, Indonesia e altri paesi.

Un secondo! Dove sono gli italiani in tutto ciò? Siamo arrivati al 1865, altra pietra miliare nella storia del cioccolato, anno in cui Paolo Caffarel fece qualcosa di rivoluzionario! Aggiunse la nocciola e fece il giandujotto. Noi gli siamo molto riconoscenti perchè oggi realizziamo ben due croccantini al giandujotto 😉


Se in questa storia ci sono gli italiani, devono esserci anche degli svizzeri. Esatto, sono gli inventori del cioccolato al latte. Nel 1875 Daniel Peters provo ad aggiungerlo in tutti i modi al cacao che ogni volta lo rifuggiva perché idrorepellente. Un altro svizzero pensò a risolvere il problema, era Henry Nestlè, sì proprio lui, che aveva appena creato il latte in polvere, questo era facile da miscelare alla massa di cacao. Ma ancora non ci siamo, quel preparato era ancora piuttosto amaro e acido.

Fu allora che Rudolf Lindt si fece promotore della “scioglievolezza”, grazie alla messa a punto di un processo che abbiamo descritto in una puntata precedente. Finalmente il cioccolato era diventato quel cibo che si scioglie in bocca.

Again a famous name, Rudolph Lindt introduced a final process, the conching (you can read about it here). Chocolate is melt in your mouth now and that is way Lindt company is still good in making the chocolate melt in your mouth.

Interessante, vero?